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Vetro Chiaro

Il vetro chiaro che comunemente viene utilizzato è ottenuto mediante una accurata scelta di materie prime:

  • Sabbia nella maggior quantità per realizzare la matrice vetrosa insieme al rottame di vetro
  • Soda che è ha la funzione fondente
  • Calcare e dolomite che agiscono da stabilizzante

Poi possono esser inserite altre materie prime come (l’ossido di ferro) e ottenere i colori in pasta.
Sebbene il vetro venga definito chiaro è bene far presente che non è esattamente trasparente, ma presenta un’essenza verdina, molto ben visibile sul bordo, che negli spessori più importanti diventa decisamente visibile. Per questo un vetro chiaro da 12mm manterrà una connotazione verdina, e se andrà a rivestire una superficie bianca, non percepiremo il bianco perfetto di una laccatura.
Alcuni forni di produzione realizzano particolari vetri chiari, come il forno AGC di Cuneo, che produce un vetro unico al mondo nel suo genere: il vetro “Linea Azzurra” che invece che caratterizzarsi in verde, vira verso un brillante azzurro.
Come dicevamo, addizionando ossidi ferrosi è possibile ottenere i colori in pasta, ma escludendo la percentuale di ferro, creando così i Low-Iron (a basso contenuto ferroso) è possibile ottenere i vetri extrachiari, che non subiscono alcuna variazione di colore neppure agli spessori più importanti. Quindi molto apprezzati da architetti e dai designer.

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